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Arte, Scienza e Filosofia unite per Adrienne Jalbert

Arte, Scienza e Filosofia unite per Adrienne Jalbert

Non fosse che oggigiorno certi musicisti si interessano di astrofisica, mentre fisici-matematici si perfezionano in pianoforte,
filosofi studiano Debussy e non pochi quartetti d’archi sono formati da medici, sembrerebbero poco tempo i 15 secoli passati
da quando Ipazia d’Alessandria interpretò i moti celesti. Sono convinto che oggi l’arte le rende onore.

I nuovi artisti scultori, parte di una élite che da Aristotele a Goethe, da Keplero alla stellare Margherita Hack ci impongono
di ridimensionarci dinanzi all’inimmaginabile immensità del creato, hanno qualche volta la bontà di permetterci di scegliere il
meglio, il punto di osservazione privilegiato, per aiutarci a guarire da tutte le nostre inadeguatezze. “L’arte rappresenta, il
mondo avviene” (Giacomo Bolzani, 2010), nei nostri cuori idealmente parlando, “così in cielo come in terra” , se lo si preferisce.

Nel portarci per mano al cospetto dell’universo, la celebrazione olistica del mondo per Adrienne Jalbert - omaggio a Galileo Galilei
e alla sua “vocazione profonda” - trae dalle Sfere le nostre coscienze antiche e future, una percezione di tempo zero, tempo
immaginario, velocità della luce...

Nell’immenso spazio della sua fantasia creativa, Adrienne Jalbert ci trasporta da una singolarità ad un’altra ponendoci davanti,
dentro e fuori i suoi corpi celesti umanizzati o, forse, umanizzandoci per emozioni, sorprese e meraviglie.

Fabio Luz, Torino
Luglio 2010



 
                           1 de 3 sphères en suspension, façade de l'Église de la Madeleine, Paris, durant l'été 2009


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